Il progetto innoNDA – acronimo di Strategie Enologiche per la Produzione Sostenibile ed Innovativa del Nero D’Avola – è un progetto finanziato nell’ambito del PSR Sicilia 2014-2022, sottomisura 16.1. (l’ente finanziatore è l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, a sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura) e ha come obiettivo l’implementazione della sostenibilità e dell’innovazione del processo di produzione dei vini ottenuti dal vitigno Nero D’Avola.
Partecipano attivamente a tale progetto, l’associazione viticoltori Assovini Sicilia, l’Università degli Studi di Milano, ISVEA (laboratori di analisi e fornitura di servizi nel comparto agroalimentare), e le aziende vitivinicole Dimore di Giurfo; Feudi del Pisciotto, Tenuta Rapitalà e Tenute Lombardo.

Il responsabile scientifico del progetto Innonda è la Prof.ssa Daniela Fracassetti, del dipartimento di Scienze per Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano (DeFENS)
Questa ricerca pionieristica nella produzione del vino intende diversificare la produzione enologica, valutare la diversità del vitigno Nero d’Avola e ridurre il contenuto di alcol mantenendo la qualità sensoriale dei prodotti.
La conferenza stampa di presentazione del progetto InnoNDA si è svolta martedì 21 gennaio, ore 11.00, presso la stessa sede di Assovini Sicilia; quella di chiusura il 30 giugno 2025, ore 11.00, stessa sede.
Finalità
Il progetto è finalizzato all’indagine delle tecniche agronomiche ed enologiche che permettono di ottenere vini con una gradazione alcolica più bassa, mantenendo al contempo l’intensità aromatica e il gusto distintivo che caratterizza la varietà Nero d’Avola, il più celebre tra i vitigni autoctoni siciliani a bacca rossa. Non solo, il progetto InnoNDA include attività volte alla diversificazione della produzione mediante l’impiego di anfore di terracotta e alla valutazione delle diversità del vitigno Nero d’Avola nel territorio siciliano. La ricerca, avviata nell’aprile 2024, è basata su un approccio scientifico che prevede l’utilizzo di tecnologie e strategie fermentative non applicate in precedenza per la sua vinificazione.
Macerazione e affinamento in anfora
La differenziazione della produzione è un aspetto di crescente interesse per rispondere ad alle esigenze degli stakeholder e dei consumatori. Seppur la vinificazione in anfora sia un approccio antico, l’evoluzione del vino Nero d’Avola prodotto e affinato in tali vasi vinari non è stato indagato in precedenza.
Diversità del Nero D’Avola siciliano
Il terroir e l’età del vigneto possono svolgere un ruolo importante sulle caratteristiche dell’uva e, di conseguenza del vino. Inoltre, vigneti più vecchi potrebbero essere più resilienti agli stress climatici, un aspetto che richiede ulteriori indagini specifiche anche in Sicilia. Pertanto, InnoNDA apre la strada a un futuro dove la qualità del vino è correlata alla complessità e all’espressione del terroir, nonché all’esaltazione delle caratteristiche varietali.
Riduzione dell’alcol
L’abbassamento del tenore alcolico dei vini, il cui grado è condizionato da vari fattori tra cui il clima, è un obiettivo richiesto da un crescente numero di consumatori. Allo stesso tempo, le caratteristiche sensoriali devono rispondere delle attese. Il progetto InnoNDA contribuisce a questa esigenza permettendo di godere pienamente del piacere del vino.
Le slides della presentazione (ENG):
Collaborazione e Innovazione
La sinergia tra l’Università degli Studi di Milano e Assovini Sicilia rappresenta un modello di collaborazione tra il mondo accademico e il settore privato, unendo ricerca e innovazione in un segmento vitale dell’economia italiana. Questo progetto è reso possibile grazie all’impegno di ricercatori, viticoltori e professionisti, che condividono il loro sapere per raggiungere un obiettivo comune: raccogliere le sfide moderne senza tradire la qualità e l’autenticità.
“I cambiamenti climatici e le legittime attese dei consumatori e delle autorità, stimolano le aziende di Assovini Sicilia ad approfondire le tecniche agronomiche e di produzione vinicola – afferma Lilly Fazio, vicepresidente di Assovini Sicilia – in particolare del Nero d’Avola, il vitigno a bacca rossa più diffuso dell’isola. Questo studio innovativo compiuto in partnership con l’Università di Milano, e sostenuto grazie all’indispensabile contributo dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, permette di comprendere il mondo, migliorare la qualità della vita, la sostenibilità produttiva e affrontare le sfide globali. Investire nella scienza significa credere nelle soluzioni che ancora non conosciamo, promuovendo una società più preparata per le generazioni a venire. Ringraziamo per il sostegno anche IRVO, Isvea e le nostre quattro aziende, Tenuta Rapitalà, Dimore di Giuro, Feudi Del Pisciotto e Tenute Lombardo”.
“Il progetto InnoNDA intende apportare innovazione mediante approcci e strategie di vinificazione non applicate in precedenza per il Nero d’Avola – dichiara la Prof. Daniela Fracassetti, dell’Università di Milano e responsabile scientifico del progetto – fornendo evidenze scientifiche atte a supportare i produttori per la crescita più consapevole del settore vitivinicolo”.
“Il laboratorio ISVEA, coinvolto in numerosi progetti nazionali e internazionali come laboratorio accreditato – afferma l’enologo Leonardo La Corte – ha sposato con grande interesse un progetto sulla riduzione del grado alcolico e sulla diversificazione della produzione per dare una nuova identità ad un vitigno simbolo del Made in Sicily in tutto il mondo”.
Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Francesco Pensovecchio – Ufficio Stampa InnoNDA, press@innonda.org
Liliana Rosano – Ufficio Stampa Assovini Sicilia, press@assovinisicilia.it

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